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Home > Personaggi > San Colombano

Come avete potuto leggere, su San Colombano si narrano numerose leggende e miracoli, ma chi era veramente quest’uomo che ne sapeva una più del Diavolo?

 


Colombano nacque in Irlanda intorno al 540, nella cittadina di Navan nel Leinster. Venne educato fin da bambino allo studio delle arti liberali e delle Sacre Scritture.

All’età di circa vent’anni entrò nel monastero di Bangor sotto l’abate Comgall, ben noto per il suo rigore ascetico. La vita a Bangor e l’esempio dell’abate influirono sulla concezione del monachesimo che Colombano maturò col tempo e che diffuse nel corso della sua vita.


All’età di cinquant’anni Colombano decise di lasciare l’Irlanda per intraprendere, con dodici compagni, un’opera missionaria in Europa. Il gruppo di monaci sbarcò sulle coste bretoni e venne accolto dal regno franco, che diede loro la fortezza romana, ormai diroccata, di Anne-gray. Essi riuscirono entro pochi mesi a costruire sulle rovine il primo eremo. La fama di quei religiosi stranieri che, vivendo di preghiera e in grande austerità, costruivano case e dissodavano la terra, si diffuse rapidamente attraendo pellegrini e penitenti. Soprattutto molti giovani chiedevano di essere accolti nella comunità monastica per vivere, come loro, questa vita esemplare che rinnovava la coltura della terra e delle anime. Ben presto si rese necessaria la fondazione di altri due monasteri: Luxeuil e Fontaine.

A Luxeuil Colombano visse per quasi vent’anni e scrisse la “Regula monachorum”, che a differenza di quella benedettina non era dedita solo al lavoro dei campi e alla preghiera, ma anche all'istruzione e all'assimilazione della conoscenza. I vescovi francesi cominciarono a manifestare delle ostilità verso Colombano che culminarono con una disputa sulla data della Pasqua: l’Irlanda seguiva, infatti, la tradizione orientale in contrasto con la tradizione romana. Intransigente come era in ogni questione morale, Colombano entrò in conflitto anche con la Casa reale, perché aveva rimproverato aspramente il re Teodorico per le sue relazioni adulterine. Ne nacque una rete di intrighi e manovre che, nel 610, si tradusse in un decreto di espulsione da Luxeuil di Colombano e di tutti i monaci di origine irlandese, che decisero di cominciare una nuova opera di evangelizzazione, dirigendosi verso la valle del Reno.


Fondò altri monasteri (Remiremont, Jumièges, Noirmoutier, Saint-Omer) e fece tappa prima presso il Lago di Zurigo e poi presso il Lago di Costanza. In seguito attraversò le Alpi e giunse in Italia, dove trovò l’accoglienza del re longobardo Agilulfo, ma si trovò davanti una Chiesa lacerata dall’arianesimo longobardo. 

Il re chiese il suo aiuto per avvicinare il popolo longobardo alla Chiesa vaticana: l’alleanza ebbe successo e come ricompensa gli venne regalato nel 612 circa un ampio suolo per costituire un centro di vita monastica a Bobbio. Proprio qui morì il 23 novembre del 615.

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