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Quando si pensa a Busseto la nostra mente rievoca subito la figura di Giuseppe Verdi. Proprio a lui è dedicato il Museo nazionale che si trova all’interno di Villa Pallavicino.




Ora seguitemi e scopriamo insieme questo edificio…


La villa, conosciuta anche come Boffalora o Palazzo dei Marchesi, sorge al di fuori delle antiche mura del paese di Busseto; venne costruita agli inizi del Cinquecento per volere di Matteo Marri, un condottiero di ventura bussetano, sulla base di un progetto che è stato impropriamente attribuito al Vignola. Negli anni Trenta dello stesso secolo venne acquistata dai Pallavicino con l’intenzione di farne una residenza estiva.


L’edificio è circondato da una peschiera quadrata e presenta una particolare pianta a scacchiera che ricorda lo stemma dei signori di Busseto. La struttura si compone di quattro corpi quadrati indipendenti uniti tra di loro da un corpo centrale; quest’ultimo è costituito da un grande atrio aperto sui quattro lati, in modo tale da consentire il passaggio dell’aria proveniente da ogni direzione. Per questo motivo la villa è stata denominata anche Boffalora, che letteralmente significa “soffia il vento”. La volta che sovrasta l’atrio è interamente decorata da affreschi raffiguranti divinità, putti, sirene, tritoni e uccelli e fu realizzata verso la fine del XVI secolo.


Nel 1533 l’imperatore Carlo V d’Asburgo concesse a Busseto il titolo di città, per ricompensarla della fedeltà all’Impero e prima di ripartire volle recarsi a Villa Pallavicino; l’edificio gli piacque a tal punto che ne richiese un disegno per ricordo!
Dieci anni più tardi l’imperatore incontrò papa Paolo III proprio all’interno di Villa Pallavicino: qui si posero le basi per la creazione del Ducato di Parma e Piacenza, che venne in seguito affidato a Pier Luigi Farnese, figlio del papa.


Alla fine del XVII secolo Alessandro II Pallavicino decise di ristrutturare e innalzare la villa, che venne modificata e ampliata anche nel Settecento.
L’interno presenta affreschi allegorici di Evangelista Draghi, Ilario Spolverini e Pietro Rubini oltre a stucchi di Carlo Bossi.


Dopo un attento restauro, nel 2009 l’edificio fu riaperto e adibito a sede del Museo nazionale Giuseppe Verdi. Qui potete trovare rappresentate le 27 opere del Maestro, attraverso un percorso storico-musicale caratterizzato dalle riproduzioni delle scenografie originali di Casa Ricordi e i costumi di scena provenienti dalla collezione del Teatro alla Scala di Milano, oltre alla ricostruzione di ambienti ottocenteschi con quadri di Hayez, il tutto permeato dalle musiche del “Cigno di Busseto”.



L’area su cui sorge la villa include anche l’Arco del Corpo di guardia e il Palazzo delle Scuderie, il quale fu costruito all’inizio del Settecento e caratterizzato da una pianta a ferro di cavallo. Il palazzo fu utilizzato come campo di prigionia per i soldati britannici durante la Seconda guerra mondiale e cadde in uno stato d’abbandono dopo il 1970, finché nel 2011 non furono avviati i lavori di restauro che portarono alla realizzazione del Museo Renata Tebaldi, tutt’oggi ospitato nell’ala ovest del piano terreno.


A Busseto sono numerosi i luoghi degni di visita. Poco distante dalla villa potete trovare la chiesa e convento di Santa Maria degli Angeli, in cui si trova il gruppo statuario in terracotta del “Compianto sul Cristo Morto”, realizzato da Guido Mazzoni nel 1476. Tra le altre architetture religiose vi segnalo la Collegiata di San Bartolomeo Apostolo e l’Oratorio della Santissima Trinità.

Degni di nota sono anche Palazzo Orlandi, Casa Barezzi e la biblioteca bussetana, un gioiello che si trova al secondo piano del Palazzo del Monte di Pietà e che conserva intatte da oltre due secoli le strutture originarie.

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