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Home > Storie > Amori spezzati > La storia di Rosania Fulgosio

Quando andai in visita alla località di Gropparello e raccontai la mia storia, loro mi raccontarono quella della dama del loro castello, costretta a rinunciare all’amore della sua vita per volere della famiglia…

 

 

La bella Rosania era rimasta ancora una volta sola nell’imponente Castello di Gropparello a chiedersi se anche stavolta suo marito sarebbe tornato.



Rosania Fulgosio era la sposa di Pietrone da Cagnano, signore del castello e delle terre limitrofe e valoroso combattente. Il loro matrimonio era stato deciso dalle rispettive famiglie e la giovane, anche se a malincuore, aveva dovuto accettare la sua sorte.


Erano anni di aspri scontri ed estenuanti battaglie, in grado di tenere lontano gli uomini dalle proprie dimore per mesi e mesi.


Così l’ennesima assenza di Pietrone espose il castello agli attacchi del nemico, che se ne impossessò in pochi giorni di combattimento.
Alla guida delle truppe vi era un capitano di ventura, Lancillotto Anguissola, condottiero fedele alla casata ghibellina dei Pallavicino, noto per il suo coraggio e le gesta in battaglia.
Durante l’assedio Rosania si inginocchiò con coraggio davanti al comandante per chiedere pietà per la sua gente. Il condottiero scese da cavallo, alzò la visiera dell’elmo e, incredulo, rivelò il suo volto.

Rosania era stata suo grande amore e promessa sposa in gioventù, ma la diversa estrazione sociale li aveva costretti ad allontanarsi. Così, nonostante le circostanze avverse, la passione si riaccese subito tra i due amanti.
Lancillotto si stabilì per un certo periodo nel castello e i due vissero il loro amore clandestino come una fiaba, dimenticando per un breve periodo l’opprimente aria di guerra che stava per richiamare Lancillotto ai suoi doveri di soldato.


Una volta partito Lancillotto, Pietrone riuscì a tornare sovrano indiscusso del castello e del suo feudo.
Durante la sua assenza, però, una serva era riuscita a fargli giungere notizia del tradimento di sua moglie col nemico.


Accecato dall’umiliazione e dalla gelosia, Pietrone aveva iniziato a tramare la sua silenziosa vendetta: non appena fu tornato, fece scavare in gran segreto una piccola stanza nei sotterranei del castello. Fece poi preparare un sontuoso banchetto per festeggiare la vittoria, ma il suo vero scopo era quello di vendicarsi della moglie. Versò un sonnifero nella coppa di vino della sposa la quale, una volta addormentata, fu rinchiusa ancora viva nella terribile stanza, abbandonata al suo triste destino.

 

La stanza non fu mai ritrovata, ma ancora oggi, quando ulula impetuoso il vento, si sente una voce invocare aiuto: è lo spirito dolente di Rosania, murata viva nelle segrete del castello di Gropparello.

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