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Benvenuti a Parma Tales!





Siate voi viaggiatori, pellegrini, curiosi, abitanti di questi territori o provenienti da terre vicine e lontane, io vi accompagnerò in un bellissimo viaggio tra i territori che più amo e ho curato.

Vi racconterò le storie di questi luoghi e dei suoi personaggi. Entrerete in un mondo incantato fatto di castelli, dame, cavalieri, fantasmi, maghi, monaci e luoghi abbandonati.

 

Chi sono io? Avete ragione, è bene che mi presenti. Sono Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

Nacqui a Vienna il 12 dicembre 1791 col nome di Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d’Asburgo-Lorena. Mio padre, l’imperatore Francesco I d’Austria, mi educò secondo i principi della corte austriaca e i dettami della religione cattolica. Fin da giovane sviluppai una forte passione per la musica, la pittura e la scrittura.

 

Purtroppo io, in quanto discendente di una grande dinastia, non potevo prendere decisioni sulla mia vita futura. Quando arrivò la notizia che Napoleone Bonaparte mi aveva scelto come sua sposa, supplicai in tutti i modi mio padre di evitare tale unione, ma si sa, quando in gioco ci sono la politica e la sicurezza dello stato, i sentimenti vanno messi in secondo piano. Così mio padre accettò di darmi in moglie a quell’uomo che aveva sempre disprezzato.

 

Seppur a malincuore e un po’ spaventata, lasciai Vienna e partii alla volta di Parigi, città in cui vissi per quattro lunghi anni. A corte mi trattarono sin dall’inizio con disprezzo; iniziarono a chiamarmi “l’Autrichienne” (l’austriaca), un nomignolo dispregiativo che avevano già utilizzato per la mia prozia Maria Antonietta; la mia riservatezza e timidezza vennero interpretate come superbia e freddezza. Napoleone si rivelò invece essere, almeno con me, una persona affettuosa e delicata.

 

A meno di un anno dal matrimonio nacque il mio primogenito, che mi fu concesso vedere molto di rado, come previsto dall’educazione della corte francese, in questo molto diversa dall’austriaca.

Con l’inizio della caduta napoleonica iniziarono le rivalità tra mio marito e mio padre. Era il 1814 e Napoleone venne esiliato all’Isola d’Elba. Da quel momento non mi ricongiunsi mai più con lui.

Dopo un breve periodo passato presso la corte austriaca, Francesco I mi mandò in Francia con il suo fidato generale Adam Albert von Neipperg. Durante questa vacanza ci innamorammo perdutamente, ma tornata a Vienna venni a sapere della fuga di Napoleone dall’Isola d’Elba ed ebbi timore di dover tornare a vivere in Francia con mio marito e dovermi così separare dall’amore della mia vita.

Questa volta mio padre prese le mie difese e appoggiò il fatto che io e Adam andassimo a vivere nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, territorio che mi spettava di diritto e che mi fu riconosciuto nel 1815.

 

Così partimmo per l’Italia nel marzo del 1816, ma dovetti separarmi da mio figlio, che rimase presso la corte degli Asburgo. Arrivai a Colorno il 19 aprile e passai la notte nella magnifica reggia farnesiana che Napoleone aveva fatto ristrutturare anni prima. Il giorno successivo entrai a Parma e il popolo mi accolse con un tale entusiasmo che piansi dall’emozione: avevano organizzato una grossa celebrazione nella cattedrale, allestita a festa per l’occasione. 

Fu amore a prima vista con la città, il suo popolo e il suo territorio.

 

Qui vissi il periodo più florido della mia vita, al fianco del mio nuovo compagno, dal quale ebbi due figli e che sposai una volta ritrovatami vedova, in seguito alla morte di Napoleone il 5 Maggio 1821.

Nel 1829 il mio adorato Adam ci lasciò. Io lottai a lungo per i miei figli: essi erano illegittimi, poiché li ebbi prima del matrimonio, ma non mi fu mai concesso di riconoscerli né di adottarli.

Divenuta nuovamente vedova, mio padre Francesco I mandò un conte francese, Charles-René de Bombelles, che sposai per convenienza.

Nel 1832, il mio primo figlio, Napoleone Francesco, morì di tisi e nel 1835 se ne andò anche mio padre. Passai il resto della mia vita a Parma, dedicandomi alla cura della città e del suo popolo.

 

Se sei curioso di conoscere ciò che ho realizzato per il ducato, non devi fare altro che seguirmi…

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