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Home > Personaggi > Benedetto Antelami

Io trovo che Piazza Duomo a Parma abbia un fascino tutto suo! Addentrandosi nel cuore della città si abbandonano le architetture moderne e si arriva fino ad una zona che ci riporta indietro al medioevo. I bellissimi edifici del duomo e del battistero mostrano infatti uno stile romanico che inizia ad avere le influenze del gotico, in un dolce equilibrio che solo Benedetto Antelami riuscì a creare.




Benedetto Antelami fu un architetto e scultore attivo a cavallo del XII e XIII secolo. Non nacque a Parma, ma qui indubbiamente lasciò le sue più grandi opere.

Purtroppo delle vicende della sua vita si sa molto poco. Probabilmente nacque nella Val d’Intelvi intorno al 1150, e qui apprese le arti della scultura e dell’architettura. In questa zona situata sopra il lago di Como è possibile che si siano formati anche altri due protagonisti dell’arte romanica, Wiligelmo ed il Maestro Niccolò, tanto che definendo lo stile dei tre artisti si può parlare di scuola lombarda. È possibile che il suo stesso cognome “Antelami” derivasse proprio da “Intelvi”.

Tuttavia il suo stile, caratterizzato da un particolare avvicinamento al gotico, ha dato da pensare agli storici dell’arte, che notarono forti influenze francesi. Infatti sono state riscontrate affinità formali tra le sue opere ed alcuni portali delle più grandi cattedrali gotiche francesi, come quella di Chartres e Notre-Dame di Parigi. Si suppone infatti che lo scultore abbia passato un certo periodo come apprendista nell’Île-de-France: nel chiostro della cattedrale di Arles sono infatti presenti capitelli che furono molto probabilmente scolpiti da lui.

Fu al suo rientro dalla Francia che venne a Parma. Molto probabilmente era l’anno 1175.

All’epoca il duomo di Parma era già stato costruito, ma erano in corso alcune modifiche nella parte della navata, del presbiterio e della cripta. Benedetto si occupò probabilmente di un pulpito che successivamente venne distrutto e del quale resta solo un bassorilievo, datato 1178 e considerato l’opera più significativa del Maestro: la Deposizione di Cristo dalla croce. Si nota come inizi ad esserci un passaggio dal romanico al gotico nello slancio delle figure, che sono ferme in pose molto espressive, e conferiscono un’atmosfera seria e solenne alla rappresentazione, la quale è più dinamica ma meno vivace rispetto a quelle romaniche, ed è dotata di una nuova spazialità: si divide infatti in primo piano, secondo piano e sfondo. Per il duomo scolpì anche la cattedra episcopale, ossia un trono di marmo con figure di leoni, giganti, santi e cavalli. L’immagine d’insieme è poderosa e plastica, dove l’equilibro e l’armonia dello stile conferiscono una visione quasi rinascimentale. Altre opere certe dell’Antelami sono alcuni rilievi della facciata e del protiro della cattedrale, che oggi sono stati in parte spostati nel vicino battistero.

Di questo battistero proprio lui fu architetto e decoratore. Si tratta di uno dei battisteri più famosi del mondo per la sua altezza e per il prezioso materiale utilizzato per la sua costruzione, marmo rosa proveniente da Verona. I lavori iniziarono nel 1196 e proseguirono fino al 1212, anche se probabilmente furono ultimati solo intorno al 1270, anno della consacrazione dell’edificio. In ogni caso sembra che il progetto del Maestro, all’epoca già scomparso, venne rispettato fino all’ultimo. Anche in questa struttura si nota la raffinata sintesi tra lo stile romanico prevalente nella parte bassa dell’edificio, ed il gotico degli archi a sesto acuto e dei pinnacoli della parte alta. Le sculture, quelle esterne dei portali e dello "Zooforo", e quelle conservate all’interno, che rappresentano la sequenza delle "Stagioni" e dei "Mesi", sono tutte opera di Benedetto. Soprattutto in queste ultime si nota il suo personalissimo stile: nonostante ci sia ancora qualche durezza nell’intaglio dei panneggi, ancora molto lineari, le figure sono dotate di nuova eleganza e grazia. In questo modo l'artista riesce a dare una forte sensibilità e senso di realtà alla salda struttura a blocco delle sculture.

Inoltre Benedetto Antelami fu architetto della cattedrale di Fidenza e scolpì il gruppo della "Madonna con bambino” per l’abbazia di Fontevivo: anche in queste opere si ritrova un passaggio dall’equilibrio romanico alla spinta gotica, con influenze provenzali.


Al di fuori di Parma, il Maestro è documentato anche a Genova, dove scolpì il pulpito del duomo, probabilmente in un’epoca precedente all’arrivo a Parma, e a Vercelli, dove progettò la chiesa abbaziale di Sant’Andrea.


La sua personalità stilistica molto potente lo rende immediatamente riconoscibile: può infatti considerarsi uno degli artisti più grandi della scultura romanica dell’Italia settentrionale, lombardo-emiliana, ma anche il primo grande interprete del gotico in Italia. Lasciò infatti una forte influenza sui suoi discepoli, tanto che dopo la sua morte, avvenuta probabilmente intorno al 1230, i cantieri “Antelamici” restarono attivi fino al 1300.

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